Founder / Designer / Developer

Ogni anno, in Italia, oltre 350.000 studenti (fonte Portale Statistica MIUR) devono superare un test d’ingresso per accedere all’università che desiderano. Il test costituisce un importante opportunità verso nuove prospettive di vita per chi vi si sottopone e, per questo motivo, vengono spese molte energie nella preparazione. In un contesto simile le opportunità di migliorare realmente le proprie prestazioni e la preparazione generale costituisce un fattore di inestimabile valore.

L’idea alla base di Squezy è di colmare tutti i gap presenti nell’offerta attuale attraverso un’applicazione completa che fornisca agli studenti uno strumento semplice ed efficace per la preparazione ai test universitari: l’utente può mettersi alla prova attraverso esercitazioni e scoprire gli argomenti in cui ha più lacune in modo da potersi migliorare costantemente e avere maggiori possibilità di superare il test di ingresso.

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Progettazione

Le applicazioni e i siti web, con il passare del tempo, sono diventati sempre più complessi: ciò che era composto essenzialmente da elementi statici, si è evoluto in un’esperienza molto più ricca e interattiva.

Questa evoluzione ha reso necessaria l’introduzione di una nuova disciplina chiamata User Experience Design.

Essa mette a disposizione tecniche e metodi per progettare interfacce user-centered, ovvero che pongono grande attenzione ai bisogni, ai desideri e ai limiti dell’utente con lo scopo di massimizzare l’usabilità del prodotto stesso.

Per questo motivo, durante la realizzazione di questo progetto, ho utilizzato questo approccio.

Durante la prima fase c'era il bisogno di una comprensione dettagliata degli utenti, dei loro bisogni e dei loro obiettivi. Questo è necessario per fornire loro una buona esperienza durante l’utilizzo del prodotto.

I sondaggi (o le interviste) sono ottimi punti di partenza, essendo veloci da realizzare e relativamente poco costosi, e possono fornire informazioni preziose sul comportamento degli studenti che andranno ad utilizzare la piattaforma.

User Personas

La seconda fase mi ha coinvolto nella costruzione delle personas. Una Personas è un modo per modellare, sintetizzare e comunicare una ricerca condotta sul target di persone a cui il servizio fa riferimento. Essa viene raffigurata come una persona specifica, ma non è un vero individuo, piuttosto, è una sintesi del profilo di molte persone. Ogni personas rappresenta quindi una parte significativa di utenti presenti nel mondo reale e consente al designer di concentrarsi su un insieme gestibile di profili, piuttosto che su migliaia di individui.

Durante lo sviluppo di Squezy ho avuto la possibilità di visitare alcune scuole superiori e di intervistare studenti in procinto di preparare il test di ammissione così da capire quali fossero le reali necessità e aspettative di uno studente che deve affrontare il test di ammissione, individuando così due modelli di user personas per questo progetto.

User Stories

Una User Story è uno strumento utilizzato durante lo studio dell’esperienza utente che descrive una possibile caratteristica di un’applicazione attraverso una breve affermazione che identifica una personas e il suo bisogno.

In sintesi, una User Story identifica chi è l’utente, qual è il suo bisogno e perché ha questa necessità; è uno strumento molto utile per la definizione delle funzionalità di un’applicazione. Ecco una lista di storie individuate durante la fase di analisi:

Definizione delle funzionalità

Terminato lo studio delle user personas e delle user stories possiamo procedere con la definizione delle funzionalità principali che l’applicazione dovrebbe avere. Per far questo, il processo è stato semplice: prima di tutto è stata realizzata una tabella specificando, per ogni riga, le necessità degli utenti individuate durante lo studio delle user stories; in ogni colonna poi sono stati specificati diversi punti a cui dare un punteggio:

  • Intensità del bisogno: quanto è importante per l’utente?
  • Frequenza di utilizzo: quante spesso l’utente utilizzerà questa funzionalità?
  • Complessità: la funzionalità richiede particolari conoscenze? è complessa da sviluppare?
  • Tempi di sviluppo: quanto tempo richiede lo sviluppo della feature?
     

Lo schema permette di avere una visione generale di tutte le possibili funzionalità da aggiungere all’applicazione permettendo così di capire quali di esse sviluppare nella prima versione dell’applicazione e quali invece no.

Lo schema risultante è il seguente:

Terminato lo studio delle user personas, user stories e avendo definito le funzionalità che vogliamo aggiungere all’interno dell’applicazione abbiamo la possibilità di procedere con la definizione del percorso che l’utente dovrebbe seguire schematizzandolo all’interno di uno user flow.

Non appena l’utente scarica l’applicazione, si troverà davanti ad un insieme di schede di presentazione chiamate walkthrough che descrivono le funzionalità principali, terminate le schede l’utente può decidere se registrarsi o eseguire il login.

Concluso il processo di registrazione/login, l’utente avrà accesso alla schermata principale dell’applicazione, chiamata dashboard che funge anche da punto di partenza per accedere a tutte le altre sezioni: studio, test, storico e altro.

La fase di progettazione ha permesso di definire le funzionalità da inserire all’interno dell’applicazione e il percorso che l’utente deve seguire per raggiungere tutte le varie sezioni.

Ora non resta che passare allo studio della brand identity e del design dell’interfaccia, tenendo conto di tutte le informazioni raccolte.

La piattaforma è stata sviluppata utilizzando un'architettura RESTful, uno stile architetturale molto in voga negli ultimi anni per la realizzazione di Web Services altamente scalabili ed efficienti. Il processo è semplice: il client, ovvero il terminale desktop o mobile, invia una richiesta al server, quest’ultimo interroga il database e risponde con le informazioni richieste in un formato predefinito (nel nostro caso un file JSON).

La tecnologia utilizzata per lo sviluppo del backend è Django. Questo framework, scritto in Python, offre la possibilità di definire un ponte tra i database relazionali e la programmazione ad oggetti attraverso il quale gli oggetti creati con un linguaggio di alto livello vengono salvati in un database relazionale (ad esempio PostgreSQL, MySQL o Oracle) e, in senso inverso, i dati presenti nelle tabelle di un database relazionale diventano oggetti di un linguaggio di alto livello.

L’applicazione mobile non è nativa ma ibrida, ovvero si basa su codice HTML/CSS/JavaScript ed è stata sviluppata utilizzando Ionic e AngularJS.

Questa scelta deriva dalla necessità di sviluppare un’applicazione che funzioni sia su dispositivi Android che su dispositivi iOS e questo approccio permette di sviluppare una sola volta tutto il sistema e di generare, attraverso Apache Cordova, le applicazioni native per entrambi gli OS dove il codice viene incapsulato all’interno di una WebView.

Da quando è stata lanciata su Google Play e nell’App Store di Apple, l’applicazione ha avuto da subito un ottimo successo tra gli studenti arrivando a avere oltre 35.000 iscritti e, complessivamente, 4 milioni di risposte date.

L’applicazione mi ha portato a vincere una borsa di studio per partecipare allo Start-up Program organizzato dal MIP, la business school internazionale del Politecnico di Milano, e ha avuto successo anche tra alcuni acceleratori arrivando ad essere selezionata per partecipare allo Startup Camp organizzato da H-Farm e arrivando alla selezione finale di Emerge Education, un acceleratore Londinese dedicato alle startup educative.

Da poco inoltre Squezy è stata votata come una delle migliori applicazioni per la preparazione del test di ammissione da Corriere Economia.

Date le premesse possiamo sostenere che il progetto di creazione di una piattaforma per lo studio assistito per la preparazione ai test universitari ha avuto pieno successo ed è mia intenzione continuare lo sviluppo dell’applicazione e di sostenerne la crescita.

Squezy - Corriere EconomiaSquezy - Corriere Economia