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# Come ho costruito e venduto il mio primo side project
- URL: https://www.marcosantonocito.com/come-ho-costruito-e-venduto-il-mio-primo-side-project/
- Published: 2026-08-27T06:00:00.000Z
- Updated: 2026-08-27T15:51:32.000Z
- Description: Micro exit da €220.000, ma non è questa la parte importante.
- Author: Marco Santonocito
- Tags: Build in Public

Nel 2021 ho venduto per €220.000 un prodotto nato anni prima come side project. Non avevo raccolto milioni, non avevo costruito una grande organizzazione: avevo iniziato da solo, cercando di risolvere un problema molto specifico per un gruppo molto specifico di persone.

A distanza di anni, la cosa più importante che quell'exit mi ha lasciato non sono stati i soldi. È stata una prova: **per costruire qualcosa di significativo non serve necessariamente costruire prima una grande azienda.**

Oggi quella convinzione è alla base di gran parte di ciò che sto cercando di capire con [One Million Goal](https://marcosantonocito.com/?ref=marcosantonocito.com). Ma per spiegare perché ci credo così tanto, devo raccontarti da dove arriva.

### Silicon Valley

Una decina di anni fa mi sono appassionato al mondo startup, talmente tanto da partire per andare a lavorare in Silicon Valley. Vivevo a Sunnyvale e lavoravo in una startup incubata in uno degli acceleratori più importanti degli Stati Uniti, circondato da startupper provenienti da tutto il mondo con cui condividevo idee, pensieri e storie.

È stato lì che ho imparato cosa significa *fare startup* e dove ho iniziato a sognare di averne una. Così, tornato in Italia, ho aperto un co-working nella mia città, Pordenone, per ricreare quell'atmosfera che respiravo negli Stati Uniti, e ho iniziato a lavorare a un'idea.

La Silicon Valley è stata il detonatore. La storia vera, però, inizia adesso.

### Il problema

Ai tempi alcuni amici stavano preparando il test per accedere alla facoltà di Medicina. Per loro quel test era un ostacolo da superare per diventare le persone che sognavano di essere, così ho iniziato ad aiutarli.

Ad ogni esercitazione tentavo di capire quali fossero gli argomenti in cui dimostravano di avere più lacune, in modo che potessero concentrare lo studio solo sulle materie che conoscevano meno. A un certo punto, la domanda: perché non dare questa possibilità a tutti gli studenti che devono preparare il test di ammissione all'università?

Il prodotto non è nato dal desiderio di costruire un'app. È nato dall'osservazione di un problema che avevo letteralmente davanti agli occhi. Col senno di poi, è la parte della storia che rifarei identica.

### La prima versione

La prima versione di Ammesso.it l'ho costruita da solo, in jQuery Mobile con Cordova. Era anche la prima volta che usavo quella tecnologia e, da quel che ricordo, mi ci sono voluti tre o quattro mesi: un inferno.

La prima versione era terribile. L'ho lanciata lo stesso, perché quello che mancava in rifinitura c'era in sostanza: un motore di esercitazione che ti diceva dove eri debole e ti faceva studiare lì. Tutto il resto poteva aspettare i feedback dei primi utenti.

![](https://storage.ghost.io/c/e0/d5/e0d59659-cf02-46e9-9ca9-5c5ae0a043c8/content/images/2026/08/image-4-1.png)

**Una delle prime versioni di Ammesso.it.*

### Da side project a prodotto usato davvero

Fu letteralmente un successo. Centinaia di studenti continuavano a iscriversi all'applicazione solo tramite il passaparola e la usavano per esercitarsi in vista del test di ammissione.

Nessuna campagna, nessun budget marketing: il prodotto risolveva un problema sentito, per un pubblico che si parlava ogni giorno tra banchi, gruppi di studio e chat di classe. Quando funziona così, la distribuzione iniziale te la fanno gli utenti.

### Da progetto a società

Passa qualche anno e l'acceleratore dove lavoravo come Product Engineer e Startup Advisor si offre di aiutarmi a fondare una società per far crescere ulteriormente il progetto. Nasce così **Squezy SRL**, la mia prima società.

Da quel momento quello che era partito come side project diventa una cosa più seria: ore e ore passate su design, codice, dati, libri, contabilità, bandi. Ore spese da me, ma anche dalle persone che hanno condiviso con me parte di questa esperienza.

### La crescita

I numeri sono arrivati, e sono numeri di cui vado ancora fiero: a un certo punto uno studente di Medicina su quattro si preparava con Ammesso.it, Apple ci ha inseriti nella selezione "School Essentials" dell'App Store per tre anni consecutivi, e abbiamo raggiunto il primo posto nella categoria Istruzione e il 44° posto tra le app più scaricate in tutta Italia.

![](https://storage.ghost.io/c/e0/d5/e0d59659-cf02-46e9-9ca9-5c5ae0a043c8/content/images/2026/08/image-5.png)

**Ammesso.it nella selezione School Essentials dell'App Store.*

![](https://storage.ghost.io/c/e0/d5/e0d59659-cf02-46e9-9ca9-5c5ae0a043c8/content/images/2026/08/image-6.png)

**Primo posto in Istruzione e 44° tra le app più scaricate in Italia.*

Ma più dei trofei, oggi mi interessa la domanda: perché funzionava? La risposta non è un colpo di genio. È una combinazione precisa: un problema estremamente specifico, un pubblico facilmente identificabile, un prodotto costruito attorno a quel problema e non attorno a una lista di feature, il passaparola come canale naturale, e una nicchia inizialmente abbastanza piccola da poter essere dominata.

Nessuno di questi elementi, da solo, basta. Insieme trasformano un side project in un prodotto che il mercato nota.

### L'acquisizione

Il tempo passava, con il team continuavamo a lavorare sull'applicazione finché è arrivato il 9 marzo 2020, il primo lockdown. Per adattarsi a quel cambiamento le aziende hanno dovuto accelerare la propria trasformazione digitale, e molti player del settore hanno iniziato a interessarsi alla nostra società: chiedevano partnership, pubblicità, acquisizione.

Tra tutte, [Testbusters](https://www.testbusters.it/?ref=marcosantonocito.com) è stata la realtà che più mi ha colpito: giovane, attiva, veloce e appassionata del proprio prodotto. All'epoca era uno dei principali player italiani nella preparazione ai test d'ammissione. Volevano acquisire la nostra società.

Non avevo mai venduto una società: come si fa? Cosa comporta? Non è stato semplice, ma avevo al fianco un ottimo commercialista e il CFO di Testbusters, che mi hanno spiegato per filo e per segno ogni passaggio. Dopo qualche mese di trattativa abbiamo raggiunto un accordo e [Ammesso.it è entrato a far parte della famiglia Testbusters](https://www.testbusters.it/testbusters-acquisisce-ammesso-it-squezy-srl-app-di-preparazione-ai-test-dammissione/?ref=marcosantonocito.com).

È stato durante la negoziazione che ho capito davvero cosa avevo costruito. Il progetto veniva percepito come qualcosa di difficile da realizzare, con risultati importanti e un'architettura ben fatta. Mi sono sentito un bravo professionista e, per la prima volta, un founder. Anche se micro.

E lì è cambiato qualcosa di più profondo del conto in banca. Il Marco di prima prendeva questi progetti come un gioco: Ammesso era il mio laboratorio per mettere in pratica esperimenti che non potevo provare nelle realtà dove lavoravo full-time, e ciò che imparavo lo portavo poi in azienda. Il Marco subito dopo aveva invece fame: fame di creare progetti nuovi per fare business, non più solo per imparare.

Col tempo ho capito tre cose su quell'exit. 

La prima: una piccola exit può cambiare la traiettoria professionale; non serve un unicorno perché un'uscita sia significativa.

La seconda: il valore di un'exit non è solamente finanziario; a me ha dato una prova psicologica ed empirica che potevo costruire un asset reale.

La terza, la più importante: ha cambiato il mio modello mentale sull'imprenditorialità. Non necessariamente venture-backed, grande team, funding, headcount. Esiste un'altra strada.

### Cosa capisco oggi che allora non capivo

Questa è la sezione che non avrei potuto scrivere nel 2021, perché serve un secondo punto di osservazione: ho visto cosa significa costruire Ammesso allora e cosa significa costruire un portfolio di prodotti nell'era dell'AI oggi. Da questa distanza, quattro cose sono diventate nitide.

**Partire piccolo non è solo un modo per ridurre il rischio. Può essere un modello organizzativo.** Allora lo vivevo come una fase da superare in fretta, la rampa verso "l'azienda vera". Oggi penso che la struttura minima sia una scelta legittima, in certi casi la migliore.

**La dimensione del team non determina la dimensione dell'impatto.** La domanda giusta non è "solo founder o team?". È un'altra:

> **Qual è la più piccola unità capace di produrre un certo risultato?**

Per Ammesso, guardandomi indietro, quell'unità minima aveva nomi e cognomi: io su backend, growth, design, business e primo MVP; Sebastiano, un amico dev, sulla successiva riscrittura dell'app in Flutter; Eugenio sul primo refactoring; e gli studenti di Medicina freelance che hanno scritto a mano, una per una, le domande del database. A volte l'unità minima è una persona, a volte tre, a volte serve una competenza specialistica per poche ore. Se fossi stato in un'era con l'AI, probabilmente sarebbe bastata una sola persona per fare tutto.

E qui due fotogrammi rendono concreta la distanza tra allora e oggi. Il primo: gli studenti freelance andavano pagati, e Ammesso non monetizzava, quindi ho investito i miei risparmi per farlo. Oggi chiederei a ChatGPT o Claude di generare le domande partendo da un testo teorico e le farei poi controllare a persone esperte: stesso risultato, con un risparmio enorme di tempo e denaro. Il secondo: quei tre o quattro mesi di inferno per il primo MVP in jQuery Mobile e Cordova. Oggi, con Claude Code ed Expo, impiegherei al massimo una settimana.

**Costruire è solo una parte del problema.** Ammesso funzionava perché esistevano insieme un problema, una nicchia, un prodotto e una distribuzione. In un mondo dove costruire è sempre più accessibile, la parte difficile è vedere qualcosa che vale la pena costruire.

**Il vero asset non era Ammesso.** Era la capacità di attraversare tutta la catena: discovery, design, engineering, growth, business. All'epoca non avevo un nome per questa cosa; oggi probabilmente la chiamerei **high agency**.

C'è anche un rimpianto, e voglio essere onesto su questo. Al me di allora direi di insistere sul progetto e di non usarlo solo come laboratorio: di avere da subito una mentalità imprenditoriale e monetizzare. Ci avevo pensato, ma come racconto in [*Capire un cambiamento per guidarlo*](https://www.marcosantonocito.com/capire-un-cambiamento-per-guidarlo/), non avevo la propensione al rischio né un paracadute che mi permettesse di buttarmi su quella scommessa. Non è una lezione motivazionale: è il costo reale di trattare un asset come un esperimento.

### Da Ammesso a One Million Goal

Dopo l'exit sono entrato nelle organizzazioni strutturate, fino a diventare CPTO. Volevo vedere la differenza tra lavorare in startup e lavorare in scaleup, e da sempre sono appassionato di una cosa sola: **costruire sistemi**. Lì dentro ho imparato a dare direzione, a coordinare e ispirare un team, ad applicare l'adaptive leadership. Ma ho anche visto il limite della scala: team che lavorano "in trincea" sugli obiettivi definiti dal top management e che non alzano mai la testa, quindi non vedono cosa sta succedendo intorno e non innovano.

Poi è arrivata l'AI, e mi sono detto una frase precisa: *se rimango in azienda, perdo il treno dell'AI.* Vedevo quanto le aziende sono lente a rispondere a un cambiamento di questa portata, e non volevo trovarmi tra un anno a dirmi "sono rimasto indietro". Volevo essere la persona che ha usato l'AI in tutti i modi possibili, per costruire sistemi AI-based e, in futuro, guidare un team nel modo giusto.

È qui che i puntini si uniscono. Ammesso mi aveva già dimostrato, prima ancora dell'arrivo dell'AI, quanto può costruire una struttura estremamente piccola. È il progetto che mi ha fatto dire "sai fare", "puoi farcela", e che mi ha permesso di alzare l'asticella. One Million Goal è esattamente questo: capire quanto più lontano si possa spingere quel modello, ora che gli strumenti sono cambiati.

Ammesso è la prova numero uno. Funzionava già senza AI; oggi il tetto si è alzato, e io sto documentando in pubblico fin dove si può arrivare.