Build in Public

Build in Public #5

Aprile 2025

· 7 minuti di lettura

Build in Public #5

La newsletter

Ciao, sono Marco. Studio come l’AI sta cambiando il modo in cui costruiamo prodotti, lavoriamo in team e guidiamo le organizzazioni.

Ogni settimana condivido esperimenti, idee e framework per capire come diventano persone e team quando l’AI moltiplica la loro capacità di execution.

Ci sono mesi in cui shippi. E ci sono mesi in cui la vita chiama e tu rispondi al telefono.

Febbraio è stato il secondo tipo di mese. Niente lanci, niente contenuti, niente social: solo la famiglia, che conta più di qualsiasi dashboard. Non è un post sull'equilibrio tra lavoro e vita privata, però, e non voglio che lo diventi. È un post su cosa succede quando ti fermi per qualche settimana e poi riapri il laptop.

Mi aspettavo di tornare con l'ansia di chi deve recuperare. Non è andata così. Sono tornato più chiaro su cosa conta davvero, e questa chiarezza è la vera notizia del mese, più di qualsiasi numero che leggerai qui sotto.

Fermarsi ha reso più semplice scegliere

Quando lavori ogni giorno su un portfolio, tutto ciò che hai aperto sulla scrivania sembra importante per il semplice fatto di essere lì. La pausa ha creato la distanza necessaria per distinguere due categorie che da vicino si confondono: ciò che era importante e ciò che era semplicemente aperto.

Non era mai stato un problema di capacità. I mesi precedenti mi avevano mostrato che con l'AI posso costruire molto più di quanto avrei creduto un anno fa: più prodotti, più esperimenti, più iterazioni nella stessa settimana. Il problema che emerge subito dopo è meno visibile, ed è questo:

L'attenzione non scala alla stessa velocità dell'execution.

L'AI aumenta il numero di cose che diventano possibili. Non aumenta automaticamente il mio tempo, la mia attenzione, la qualità delle mie decisioni, la mia capacità di distribuire quello che costruisco, né quella di imparare davvero da dieci esperimenti in parallelo. Quindi il fatto che io possa continuare a costruire un prodotto non significa che sia il miglior uso della mia prossima ora.

Prima il mio comportamento era lineare: posso costruire molte cose, quindi provo molte cose. Ora è diventato un'altra cosa: posso costruire molte cose, quindi devo diventare molto più selettivo. Quando l'execution diventa abbondante, il focus diventa la risorsa scarsa.

What's on My Desk

Anapana

Negli ultimi mesi con Anapana abbiamo lavorato in silenzio su ogni passaggio del percorso utente: meditazioni guidate, percorsi personalizzati, onboarding ridisegnato, esperimenti di pricing, ottimizzazione del funnel, strategie di win-back. Potrei elencarle una per una, ma sarebbe la parte meno interessante del racconto.

La parte interessante è che nessuna singola feature ha prodotto il risultato. Sono state decine di piccole decisioni, prese con intenzione, che si sono sommate nel tempo. Ecco dove si trova il funnel oggi:

  • Trial Start Rate: 15%
  • Trial to Paid: 55%
  • Download to Paid: 8%
  • 6-Month Retention: 50%

Quando li ho messi in fila per la prima volta ho dovuto rileggerli due volte.

Sono numeri ben sopra le mediane di settore che avevo consultato nei report RevenueCat, con la cautela che ogni benchmark generico merita: categorie, definizioni e durata dei trial cambiano molto da un'app all'altra, e il confronto non è mai perfettamente omogeneo. Il punto non è la classifica. Il punto è la forma della curva.

Questa è la lezione che continuo a reimparare: product work compounds. Non lo senti settimana dopo settimana. Poi un giorno apri la dashboard e la curva ha cambiato forma. È anche un buon contrappeso alla narrativa del "costruisco un'app in un'ora": si può costruire un'app in un'ora, ma un funnel così non si costruisce in un'ora.

Il fatturato di Anapana resta privato, perché è un progetto condiviso. Posso dire che sta andando bene, e che qui la decisione giusta è chiara: ottimizzare e lasciare che il lavoro continui a comporre.

Coco

Coco è uscita il 22 febbraio, con circa un mese di ritardo. Il ritardo non mi è piaciuto, ma il prodotto ne è uscito migliore. Il lancio è stato leggerissimo: un post su Reddit e un po' di lavoro di ASO. Niente ads, niente campagna.

Il risultato sono quasi 100 utenti organici, in crescita, senza nessuna spinta. Le persone stanno usando gli esercizi di ear training in modi che confermano il core loop, anche se c'è ancora molto da sistemare.

La cosa che mi interessa raccontare non è il numero. È la decisione che ho preso intorno a quel numero. Avevo gli strumenti per spingere di più la distribuzione, e li avevo già a portata di mano; quello che non avevo ancora era abbastanza evidenza per volerlo fare. Così sono rimasto in feedback mode, a guardare come le persone usano davvero l'app e a leggere quello che mi scrivono. La prossima release sarà importante; più di questo per ora non dico.

Non accelerare ancora è una scelta, non un'assenza di scelta. Anapana e Coco sono in due stati diversi e meritano due tipi diversi di attenzione: nel primo caso segnali solidi, quindi ottimizzo e compongo; nel secondo segnali iniziali, quindi imparo prima di accelerare. Letto così, il portfolio smette di essere una lista di prodotti e diventa un sistema di allocazione dell'attenzione.

Babytales e HeyBloom

Babytales e HeyBloom sono in pausa. Preferisco andare a fondo su ciò che funziona piuttosto che spalmarmi su troppe cose. Il fatto che li abbia messi in pausa è più interessante di qualsiasi update avrei potuto scrivere su di loro.

Qualcosa di nuovo

C'è un'altra cosa sulla scrivania: un gioco educativo su cui sto lavorando in silenzio. Non dirò molto per ora, ma credo che condividerò qualcosa lunedì ;)

Dove va l'attenzione, e perché

Messo in questa forma, il periodo si legge in una riga:

  • Scale / Optimize: Anapana
  • Validate: Coco
  • Paused: Babytales, HeyBloom
  • Explore: il nuovo gioco educativo

Nei primi mesi di One Million Goal il mio comportamento era: vedo una possibilità, la trasformo in prodotto. Oggi è: vedo una possibilità e confronto il suo valore con ciò che sta già funzionando. È una differenza piccola da scrivere e grande da praticare, perché richiede di dire no a cose che sai perfettamente di saper costruire.

Due prodotti stanno funzionando. Il resto può aspettare.

Tre talk, le stesse domande

Uno dei tre talk di marzo, tra Milano, Cesena e Trieste.

A marzo ho portato lo stesso talk a Milano, Cesena e Trieste. Titolo identico: "Quando costruire non è più il problema". La tesi è quella che seguo da mesi: l'AI ha compresso così tanto la fase di build che le vere sfide oggi sono clarity, distribution e taste. Il collo di bottiglia si è spostato.

La cosa che mi ha colpito non è stata la reazione alla tesi. È stato che davanti a tre pubblici diversi continuavano a tornare domande molto simili. Quando presenti la stessa idea tre volte in un mese, il palco smette di essere un palco e diventa una superficie di ricerca: non stai più parlando, stai raccogliendo dati.

Product Heroes Cesena

Una delle domande ricorrenti, sollevata dagli sviluppatori in sala, riguardava sicurezza e GDPR. Non la liquido, perché è legittima. Quello che mi ha mostrato è quanto sia difficile, dentro un'organizzazione, tenere insieme tre cose che tirano in direzioni diverse: velocità di sperimentazione, sicurezza e compliance. Non è una contrapposizione tra AI e regole; è un problema di bilanciamento, e merita un approfondimento a parte.

Le altre domande andavano più in profondità, e ci arrivo tra poco. Prima, grazie ancora a Gerson, Emanuele e Licia per avermi ospitato.

Fuori dal portfolio

Sto conducendo un laboratorio di innovazione civica, "Design the Future", con Civitas a Pordenone: Double Diamond, contesto civico, persone che non hanno mai ragionato in termini di prodotto alle prese con problemi complessi della loro comunità. Un mondo diverso dalle app e dai funnel, ma il modo di pensare è lo stesso.

Metrics Snapshot

  • Anapana: fatturato privato; metriche di funnel condivise sopra. Sta andando bene.
  • Coco: ~100 utenti organici. Nessun ricavo per ora (fase di feedback e iterazione).
  • Babytales / HeyBloom: in pausa.

One Million Goal (Revenue to Date): €220.069,80

Nota: in questa fase il counter includeva ancora l'exit di Ammesso. La metodologia sarebbe stata modificata successivamente.

Le domande che il laboratorio sta iniziando a produrre

Per qualche settimana ho pensato di avere davanti due temi separati: da una parte il portfolio, dall'altra il futuro del lavoro. Poi mi sono accorto che non erano due temi. Erano lo stesso fenomeno visto da due prospettive.

Gestire il portfolio mi stava mostrando in prima persona quanto fosse aumentata la superficie di lavoro che una persona sola può coprire: prodotto, design, codice, growth, finanza, nella stessa giornata. I talk mi facevano vedere che le aziende stavano iniziando a farsi la stessa domanda, ma su scala organizzativa. Se una persona può attraversare una superficie così ampia, cosa succede a un team costruito attorno all'idea che non potesse?

Non ho risposte. Ho domande, e credo che siano le domande giuste, per come sono emerse: non da un report, ma da quello che ho visto nel mio portfolio e sentito in sala.

  • Cosa succede quando una singola persona può attraversare una superficie di lavoro molto più ampia?
  • Quale parte del lavoro di Product diventa relativamente più importante quando l'execution diventa più economica?
  • Quali competenze di design rimangono profondamente specialistiche, e quali possono essere distribuite tra più builder? Ho testato molti strumenti che generano interfacce: non ci siamo ancora, ma ci siamo abbastanza vicini da porre la domanda seriamente.
  • Cosa distingue un engineer quando produrre software non è più l'unico contributo scarso?
  • Come cambia il ruolo del manager quando le persone hanno più capacità di agire in autonomia?

E poi una domanda che le contiene tutte, e che continua a tornarmi in mente:

Qual è la più piccola unità capace di possedere un outcome end-to-end?

Quello che osservo, per ora, è che alcuni confini stanno diventando più permeabili: tra chi definisce il prodotto, chi lo disegna e chi lo costruisce. Non significa che le competenze diventino identiche, né che la specializzazione sparisca, né che tutti debbano diventare generalisti. Significa che la linea si può attraversare più spesso di prima, e che qualcuno lo sta già facendo.

Nelle conversazioni continuavo a tornare sulla stessa caratteristica: persone con molta agency, capaci di muoversi tra discipline senza aspettare che ogni passaggio venisse assegnato. Piccole, veloci, multidisciplinari. Non avevo ancora una teoria completa su come costruire organizzazioni attorno a questo tipo di persone. Avevo solo la sensazione, sempre più netta, che fosse la domanda giusta.

💡
Nota dal presente: rileggendo queste domande oggi, mi accorgo che questo è probabilmente il momento in cui il blog ha iniziato a cambiare natura. Ero partito per capire quanto potessi costruire usando l'AI. Stavo iniziando a chiedermi cosa significasse quella nuova capacità per ruoli, team e organizzazioni. Le domande di questa sezione sono rimaste aperte allora, e da qui in avanti diventano una parte sempre più grande di quello che scrivo.

Il resto può aspettare

Quando sono tornato dopo qualche settimana lontano dal laptop, non avevo bisogno di recuperare. Avevo bisogno di scegliere.

Anapana stava funzionando. Coco meritava ancora tempo. Babytales e HeyBloom potevano aspettare. E mentre diventava sempre più facile costruire cose nuove, mi sembrava sempre più evidente che la capacità più importante non fosse fare di più.

Era scegliere meglio cosa meritasse di essere fatto. Il fatto che qualcosa sia diventato possibile da costruire non significa che meriti di essere costruito. È una frase semplice; ci ho messo cinque edizioni di questa serie per iniziare a viverla.


Buon mese,
Marco

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La newsletter di

Marco Santonocito

Ogni settimana, idee dal campo sul nuovo modo di costruire nell’era AI.

Trasformo esperimenti reali, dati, errori e decisioni in framework utili per founder, product leader e builder.

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