Un mese fa ho chiuso un grande capitolo della mia vita.
Dopo anni a gestire team, mi mancava costruire.
Quindi ho lasciato il mio lavoro, aperto una pagina bianca, e ho ricominciato a programmare, progettare e sognare, questa volta come company of one.
Non so ancora esattamente cosa farò. So solo quale domanda voglio mettere alla prova: quanto può costruire oggi una persona, se torna abbastanza vicina all'execution da usare davvero gli strumenti che stanno cambiando il nostro lavoro?
Questo è stato il primo mese dopo essermi ufficialmente dimesso da CPTO a Testbusters. Sono ancora coinvolto, ma solo alcune ore a settimana: abbastanza per tenere la nave stabile, ma finalmente con spazio per respirare, pensare e costruire.
All'inizio è una sensazione strana. Dopo anni operando in modalità startup a piena velocità, lavorare "fractional" sembra quasi troppo "calmo". Ma quella calma è esattamente quello di cui avevo bisogno. Mi ha dato spazio per riascoltare la mia curiosità, le nuove idee, quello che davvero voglio costruire dopo.
Ho recuperato spazio per tornare in prima persona vicino ai problemi.
Cosa c'è sulla mia scrivania
BabyTales: riportare in vita la magia

Tre anni fa, Annalisa ed io eravamo nomadi digitali in giro per il Sud-Est asiatico. Mentre eravamo a Ninh Binh, in Vietnam, abbiamo scritto un libro per bambini, e abbiamo anche provato a trasformarlo in uno dei primi storybook personalizzati con AI (era novembre 2022, quando quasi nessuno lo stava facendo... la prima versione stabile di Stable Diffusion era uscita un mese prima).
Poi life happened: abbiamo avuto una figlia, e sono diventato CPTO in un'azienda edtech in rapida crescita.
Adesso che ho lasciato il lavoro per dedicarmi all'imprenditoria a tempo pieno, stiamo riportando in vita quel progetto.
Questo mese abbiamo iniziato a ricostruire Babytales da zero. Stiamo migliorando le storie, le illustrazioni e l'esperienza complessiva. Presto i genitori (e nonni, zii, o amici) potranno vedere in anteprima il loro libro personalizzato prima di comprarlo, rendendo l'esperienza più emotiva e autentica.
È bello tornare a qualcosa nato dall'amore, dai viaggi e dalla curiosità, e vederlo crescere insieme a nostra figlia.
HeyBloom: il mio compagno AI per i creator
Ecco la novità: HeyBloom 🌼
Se hai mai provato a far crescere un personal brand mentre costruivi a tempo pieno, capirai questo dolore: vuoi rispondere alle persone su Substack, X, o LinkedIn, ma ci vuole un'eternità, soprattutto quando l'inglese non è la tua lingua madre.
Saltavo tra piattaforme, incollavo commenti in ChatGPT, riscrivevo, cambiavo toni: caos totale. Quindi ho costruito qualcosa per risolverlo.
HeyBloom aiuta i creator a scrivere risposte ponderate e in linea con il proprio brand in pochi secondi. Alimentato dall'AI, ma sempre con la tua voce.
Tecnicamente è stato divertente: ho costruito l'estensione Chrome con Plasmo, ho usato Cursor come mio IDE principale con AI, e ho lasciato che Claude si occupasse di buona parte della generazione del codice. Ora puoi davvero co-costruire con l'AI, e questo continua a stupirmi.
💬 Sto aprendo l'early beta testing! Se sei un creator, scrittore, o indie founder che passa tempo a rispondere ai post e vuoi risparmiare ore mantenendo il tuo tono autentico, mi piacerebbe averti nel primo gruppo. Lascia un commento se vuoi unirti.
Progetto stealth (per ora)
C'è un altro progetto sulla mia scrivania, ancora coperto. È presto, ma l'idea mi dà quella sensazione di pancia che inseguo sempre. Quella che dice: "Questa potrebbe essere grossa."
Tornare nel mondo reale
Questo mese non ho solo costruito: ho iniziato a parlare con altre persone del problema che stavo cercando di capire.
Qualche settimana fa ho facilitato tre tavole rotonde alla Product Heroes Conference, tutte centrate su questa idea: come l'AI sta trasformando il modo in cui i team operano e gli individui si prendono responsabilità. Le conversazioni continuavano a tornare allo stesso punto: quando le persone hanno più autonomia e strumenti migliori, il vero collo di bottiglia diventa la mentalità, non la tecnologia.
Dalle conversazioni emergevano sempre le stesse domande:
- Cosa cambia nel ruolo del PM?
- Quanto può fare oggi un engineer con l'AI?
- Cosa succede alla struttura dei team quando la distanza tra idea ed esecuzione si accorcia così tanto?
Una parola che continuava a tornare: agency
Il vero tema di ottobre non era solo "nuovi progetti". Era agency, e come stia silenziosamente rimodellando il modo in cui costruiamo, guidiamo e collaboriamo.
L'ho incontrata leggendo Agency Is Eating the World di Gian Segato. Qui ho scoperto per la prima volta l'idea di agency, e come l'AI amplifichi chi agisce. Scritto da un amico ad Anthropic, cattura perfettamente lo shift che stiamo vivendo: gli individui ora hanno gli strumenti (e il potere) un tempo riservati a intere aziende.
Poco dopo la conference, ho scritto un pezzo per Product Release Notes con Elena Calvillo, intitolato "The Rise of the Super-Builders." Storia buffa: quella collaborazione è nata da un semplice commento (migliorato da HeyBloom 😉) che si è trasformato in uno scambio profondo su come i ruoli nel tech si stanno fondendo.
In quell'articolo ho condiviso una cosa che ho vissuto durante la mia carriera: come la linea tra developer e product manager si stia sfumando, e come l'AI stia accelerando quell'evoluzione. Stiamo entrando in una nuova era in cui team piccoli e multidisciplinari, o persino singoli individui, possono costruire ciò che una volta richiedeva interi dipartimenti.
Stiamo passando da specialisti a super-builder: persone che sanno pensare strategicamente, progettare intuitivamente, ed eseguire tecnicamente. I developer che capiscono utenti e business diventeranno la prossima generazione di product leader. I PM che non costruiscono dovranno evolversi, non per sopravvivere, ma per restare rilevanti.
L'AI non ci sostituirà; sta amplificando chi prende l'iniziativa. Sta accorciando il gap tra idea ed esecuzione, tra pensare e spedire. E in quel processo, agency diventa la skill più preziosa di tutte: la capacità di muoversi veloce, prendere decisioni, e creare senza aspettare il permesso.
Quello è esattamente ciò di cui parla questo nuovo capitolo della mia vita. Costruire di nuovo. Testare idee veloci. Diventare, in un certo senso, il mio "super-builder".
I numeri del mese
Niente fuochi d'artificio sui nuovi progetti ancora. Questo mese è stato per costruire fondamenta, non profitto. Ma il viaggio non è iniziato questo mese: è iniziato anni fa con Ammesso, e quell'exit è la prova che questa strada funziona. Adesso la sto continuando.
Dall'altra parte, questo mese la newsletter ha raggiunto 320 iscritti. Può sembrare poco, ma per me significa molto: 320 persone che hanno deciso di seguire questo viaggio, di credere nell'idea che una persona (e un laptop) possa costruire qualcosa di significativo.
Se sei una di loro... grazie 🙏
Quello che sto iniziando a capire
Tre cose, dopo questo primo mese.
1. Per capire un cambiamento devi stare vicino all'execution. È il motivo stesso per cui sono tornato a costruire: certe trasformazioni non si vedono dai report, si vedono dalle mani sulla tastiera.
2. L'AI non amplifica tutti allo stesso modo. Alle roundtable, nelle conversazioni, nei miei stessi esperimenti: qualcuno decolla, qualcuno resta fermo. È qui che nasce il mio interesse per l'agency.
3. Tornare a costruire cambia il tipo di domande che ti fai. Quando sei manager chiedi: come organizzo il sistema? Quando torni builder inizi a chiedere: quali parti del sistema servono ancora?
Le domande che mi porto a novembre
Dopo questo primo mese non ho una teoria. Ho però iniziato ad accumulare domande.
Quanto può costruire una persona oggi? Cosa distingue chi usa l'AI come semplice tool da chi riesce davvero ad amplificare la propria capacità? Quanto del lavoro che ho imparato a coordinare posso ora attraversare direttamente?
E soprattutto: il limite sarà davvero costruire?
Questo è ottobre 2025. L'avventura è appena iniziata.